Post Date : 29 maggio 2014

MORTADELLA E “DIAVOLO AFRICANO”, AL MERCATO DELLA TERRA ARRIVANO I PRODUTTORI DEL MOZAMBICO

Mercato della Terra di Maputo_02_Archivio Slow Food_Velia Lucidi
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Da venerdì 31 maggio a domenica 1 giugno, una delegazione del Mercato della Terra creato a Maputo dalla ong GVC e dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità, incontrano aziende agricole emiliane e partecipano al Mercato della Terra di Bologna nel cortile del cinema Lumière

 

Salumi di mora romagnola e “diavolo africano”, il pesce arrosto di Cattolica da condire con una salsa agrodolce al mango: da venerdì 30 maggio a domenica 1 giugno, a Bologna arrivano alcuni dei produttori e degli agricoltori che dallo scorso novembre animano il Mercato della Terra nato a Maputo, capitale del Mozambico, dalla collaborazione tra la ong bolognese GVC e la Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

 

La delegazione è composta da Augusto Mafigo e da Ernesto Amancio Buca, presidenti rispettivamente dell’Unione nazionale dei contadini mozambicani e della cooperativa rurale Palawassokoti, con cui GVC ha anche costruito una piccola fabbrica di agro-trasformazione. Insieme a loro Americo Amos Mavale dell’associazione Prodes e fiduciario della Condotta Slow Food Muteko Waho di Maputo, e promotori del Mercato della Terra di Maputo, che è il primo in assoluto nato in Africa e si svolge ogni ultimo sabato del mese.

 

Il programma, organizzato grazie al supporto del Mercato della Terra di Bologna e di GVC, prevede per venerdì mattina la visita a una cantina vinicola biologica e biodinamica di Monteveglio. Nel pomeriggio trasferimento nel modenese per incontrare i responsabili di un laboratorio di trasformazione di frutta e ortaggi di Savignano sul Panaro e di un’azienda agricola di San Donnino.

 

Sabato mattina, gli ospiti mozambicani saranno al Mercato della Terra di Bologna di Slow Food in piazzetta Pasolini, nel cortile del Cinema Lumière, dove porteranno i loro prodotti. A fianco di tigelle, formaggi di bianca modenese, mortadella e ortaggi di stagione ci saranno riso biologico, succhi di mango, papaia e maracuja, il peperoncino piri piri detto anche “diavolo africano” e l’ashar, il condimento agrodolce a base di mango e limone. E poi marmellate senza conservanti e a basso contenuto di zuccheri, liquori prodotti dalla fermentazione di frutti locali e l’olio di eucalipto, molto ricercato per scopi medici, cosmetici e come profuma-ambienti.

 

“Questa visita dà continuità al lavoro che GVC sta sostenendo in Mozambico, e in Africa in generale, per promuovere la sostenibilità in campo agricolo e ambientale – dice la presidente della ong Patrizia Santillo –. Favorire i piccoli produttori attraverso il sostegno a una produzione di qualità e l’accesso al mercato vuol dire non solo aumentare il loro reddito, ma aiutare l’intera comunità e migliorare la vita di tutti, connettendo lo sviluppo con la sovranità alimentare e il rispetto ambientale”.

 

“A Bologna si incontreranno piccoli produttori di due continenti diversi, persone divise da 8 mila chilometri di distanza, ma accumunate dal rispetto verso la biodiversità e dalla convinzione che, attraverso l’incontro con quelli che noi chiamiamo co-produttori, ovvero consumatori consapevoli e interessati, si possa creare valore per il proprio territorio, culturale e anche economico” conclude Giorgio Pirazzoli, direttore del Mercato della Terra bolognese.

 

Il Mercato della terra di Maputo è nato da una collaborazione tra l’ong GVC e la Fondazione Slow Food, nell’ambito di un più ampio progetto di promozione dell’agricoltura sostenibile, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e condotto da GVC con il supporto dell’Unione nazionale dei contadini mozambicani Unac, dell’ong Essor e della condotta Slow-Food Muteko-Waho.

 

I Mercati della Terra sono una rete internazionale di Slow Food. Oltre 40 in tutto il mondo, non sono solo occasioni di vendita, ma anche luoghi di incontro dove i produttori locali hanno la possibilità di presentare prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l’ambiente ( mercatidellaterra.it).

 

 

GVC

GVC – Gruppo di Volontariato Civile è una organizzazione non governativa laica e indipendente, nata a Bologna nel 1971.

Sin dalla fondazione opera per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni nei Paesi in via di sviluppo attraverso progetti di cooperazione internazionale e azioni di pace e solidarietà. Gvc è presente in 24 Paesi di Asia, Africa sub-sahariana, Vicino e Medio Oriente, America Latina e Europa, con interventi nel settore della salute, dell’educazione, della nutrizione, dello sviluppo socio-economico e rurale e della ricostruzione post emergenze, realizzati da 70 cooperanti italiani e da 3.500 operatori locali.

Oltre ai progetti di cooperazione internazionale, GVC promuove azioni di advocacy, campagne di informazione e sensibilizzazione sulle problematiche dello sviluppo, in collegamento con il territorio italiano, europeo e dei Paesi in cui è presente.

 

SLOW FOOD

Slow Food è un’organizzazione internazionale che si impegna affinché tutti possano conoscere e apprezzare il buon cibo: buono per chi si nutre, per chi coltiva e per l’ambiente. Associazione no profit, lavora per far crescere nelle persone la consapevolezza che le nostre scelte in materia di alimentazione condizionano tutto il sistema. Per Slow Food il cibo di qualità è un diritto di tutti e, conseguentemente, ciascuno di noi ha la responsabilità di salvaguardare il patrimonio di biodiversità, cultura e saperi tramandati che rende l’atto di nutrirsi uno dei piaceri fondamentali dell’esistenza. Grazie ai suoi progetti e alla rete di comunità del cibo di Terra Madre, Slow Food coinvolge milioni di persone in 150 Paesi.

 

 

Per informazioni:

Ufficio stampa GVC

Manfredi Liparoti, +347 5027432, ufficiostampa@agendanet.itwww.gvc-italia.org

Ufficio Stampa Slow Food Internazionale

Paola Nano, +329 8321285 p.nano@slowfood.itwww.slowfood.com

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