Post Date : 20 marzo 2014

PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA

PRIGIONIERO_02_2014©foto Tommaso le Pera
PRIGIONIERO_02_2014©foto Tommaso le Pera

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Maurizio Casagrande e Tosca D’Aquino sono i protagonisti del celebre testo di Neil Simon, “Il Prigioniero della seconda strada” prodotto da La Contrada – Teatro Stabile di Trieste, in scena al Teatro Duse dal 21 al 23 marzo.

Questo testo di sorprendente attualità ha per oggetto una piccola famiglia aggredita dalla crisi economica. Lui, il marito, è un piccolo uomo onesto; lei, la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come solo le donne sanno fare.

La pièce prende il via in una serata estiva, tremenda­mente calda, a New York. Sul divano di casa sua, sulla Seconda Strada, Mel non riesce a dormire a causa di una serie di irresistibili ed esilaranti nevrosi scaturite dal troppo caldo fuori e dal troppo freddo dentro, da un condizionatore rotto e perennemente fermo a 4°, dallo sciacquone difettoso del gabinetto, da vicine rumorose e decisamente libertine, da cani che abbaiano e da vicini che si lamentano proprio del suo lamentarsi. A fare da contraltare al protagonista, l’affettuosa moglie Edna che, cercando di carpire al marito la causa vera di tanta insoddisfazione, tenta di tranquillizzarlo.

Mel, da 22 anni dirigente di un’azienda ora in piena crisi economica, è stato licenziato in tronco; ma per vergogna tiene all’oscuro la moglie, trincerandosi dietro nevrosi, gastriti e quant’altro. Questo almeno, finché i ladri non gli svaligiano la casa e lui si trova costretto a svelare, alla moglie, la verità.

Senza soldi, senza vestiti, senza alcolici, senza farmaci, in un crescendo tragicomico gli arriva anche una secchiata d’acqua da un condomino stanco di sentirlo brontolare. Così al povero Mel non resta che approdare alle cure di un terapista sui generis, a coronamento delle quali incontra i componenti della famiglia, chiamati dalla moglie per aiutarlo ad uscire dal tunnel. Sono il fratello e le tre sorelle: soggetti eccentrici o svampiti, accumunati da una sorta di odio-amore verso Mel, fratello più grande. In realtà nessuno di loro è lì per aiutarlo, così ad Edna non resta altro che riprendere il lavoro di segreteria in una grande azienda.

Ma la donna non farà nemmeno in tempo, poiché l’azienda, in pieno fallimento, la licenzia su due piedi. E tornata in casa scopre che non c’è neanche un filo d’ac­qua per una doccia distensiva. Adesso è lei ad imprecare contro la vicina, responsabile dell’acqua condominiale. Questa, nonostante l’intero edificio sia senza acqua, tira giù un’altra secchiata che, anche questa volta, finisce sulla testa dell’incolpevole Mel. Il quale risponde con un sorriso sincero e rassicurante come Edna non lo aveva mai visto: “Sono così fiera di te” gli dice “perché sei migliore… Migliore di tutti quanti…”. Finalmente i due si sono accorti di quanto il loro amore sia più forte della mancanza di soldi, di lavoro e di acqua.

Prevendite presso la biglietteria del Teatro Duse (dal martedì al sabato dalle 15 alle 19), nei punti prevendita Vivaticket.

Biglietteria e informazioni: Via Cartoleria, 42 – tel. 051 231836

biglietteria@teatrodusebologna.it

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