Post Date : 26 febbraio 2014

GIOVEDI’ 27 FEBBRAIO A PALAZZO PEPOLI ANTEPRIMA DEL DOCUMENTARIO “LUCIO SAFFARO. LE FORME DEL PENSIERO”

Il poliedro M2 (opus CCLXIII), 9 aprile 1985
Il poliedro M2 (opus CCLXIII), 9 aprile 1985

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Giovedì  27  febbraio  alle 17.30, al Museo della Storia di Bologna Palazzo
Pepoli  –  Sala  della Cultura,  in via Castiglione 8,  La Fondazione Lucio
Saffaro  promuove l’anteprima del documentario “Lucio Saffaro. Le forme del
pensiero”  per  la  regia  di  Giosuè  Boetto  Cohen, da un’idea di Gisella
Vismara  con  la collaborazione del CINECA. Il documentario della durata di
52 minuti è prodotto da RAI Educational-Magazzini Einstein.

Lucio  Saffaro  (Trieste, 1929 – Bologna, 1998), pittore e matematico, si è
laureato  in  Fisica  all’Università  di  Bologna. Attratto dai segreti dei
numeri   e   delle   formule   geometriche   almeno   quanto   dalla   loro
rappresentazione visiva, è stato anche poeta, scrittore e musicologo. Ci ha
lasciato  una  imponente raccolta di opere letterarie, pensieri e trattati,
editi ed inediti, la cui stesura ha occupato tutto il tempo della sua vita.
La  sua  figura,  dagli  anni  Sessanta,  si è affermata come una delle più
originali   e  inconsuete  della  cultura  italiana  ed  ha  ricevuto  ampi
riconoscimenti  in ciascuno dei campi in cui ha operato. Allo stesso tempo,
l’uomo Lucio Saffaro, con il suo stile e la sua modestia, sembra aver fatto
di  tutto,  nel  corso  della sua vita, per passare inosservato. Per questo
merita oggi di essere conosciuto più da vicino.
L’anteprima  del documentario sarà un’ occasione preziosa per avvicinarsi a
questo  artista,  tanto  affascinante  quanto  poliedrico.  All’interno del
documentario  –  che  andrà  in  onda  nel  mese  di marzo su RAI STORIA e,
successivamente,  sulle  reti generaliste RAI – oltre ad inediti filmati di
famiglia, compaiono: Maddalena Arone di Bertolino, Maurizio Calvesi, Flavio
Caroli,  Federico  Carpi, Claudio Cerritelli, Bruno D’Amore, Michele Emmer,
Piergiorgio  Odifreddi,  Riccardo  Sanchini,  Luigi  Ferdinando Tagliavini,
Walter Tega e Gisella Vismara. Alcuni inediti estratti dai film di famiglia
completano il ritratto.

IL DOCUMENTARIO
Nell’estate  del 2013, è cominciato il lavoro di scrittura e ricerca per il
documentario di RAI Educational, “Lucio Saffaro. Le forme del pensiero”. Il
tutto  mosso da uno sforzo divulgativo e animato da uno sguardo che potesse
inquadrare  la storia affascinante di Lucio Saffaro non soltanto ad uso dei
conoscitori  dell’arte  contemporanea,  ma  anche,  e  soprattutto,  di  un
pubblico televisivo più ampio
ed eterogeneo.
Oltre  al  confronto  con  i narratori e gli amici – come Maurizio Calvesi,
Flavio  Caroli,  Federico Carpi, Claudio Cerritelli, Bruno D’Amore, Michele
Emmer,   Piergiorgio   Odifreddi,   Riccardo   Sanchini,  Luigi  Ferdinando
Tagliavini, Walter Tega e Gisella Vismara – la scoperta
di   alcuni  film  di  famiglia  ha  permesso  di  aggiungere  ai  numerosi
contributi-interviste  presenti  nel documentario dei significativi momenti
di introspezione.

L’ARTISTA
Lucio  Saffaro,  nato  a  Trieste  nel  1929,  si  laurea  in  Fisica  pura
all’Università di Bologna, città nella quale ha vissuto, dal 1945, e dove è
morto,  nel  1998.  Dopo  una prima fase giovanile, in cui si dedica a tele
informali  (poi distrutte dallo stesso artista) ne segue un’altra, alquanto
singolare,  che  si  potrebbe definire “pseudo-metafisica”. Successivamente
prevalgono   le  ricerche  sulla  determinazione  di  nuovi  poliedri,  che
divengono  anche  oggetto  di  numerosi saggi e conferenze, tenute da Lucio
Saffaro  in  Italia  e all’estero. Tali ricerche verranno poi commentate da
studiosi    qualificati    e    più    volte    appariranno   sull’Annuario
dell’Enciclopedia  della Scienza e della Tecnica di Mondadori, oltre che in
riviste scientifiche.
Nel  1966  realizza le tavole del “Tractatus Logicus Prospecticus”. Attorno
al  1985,  con  l’ausilio  di  potenti  calcolatori  e  di alcuni ingegneri
dell’ENEA  di  Bologna,  Saffaro elabora la rappresentazione di poliedri di
grado elevato e altri complessi studi.
Pubblica una cinquantina di opere letterarie, edite da Lerici, Scheiwiller,
La Nuova Foglio, l’Almanacco dello Specchio
di Mondadori e dalle Edizioni di Paradoxos, da lui stesso ideate.
Nel  1986  pubblica  a  Parigi  “Teoria  dell’inseguimento”,  con un saggio
introduttivo di Paul Ricoeur.
Espone alla Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma e in molte altre
importanti rassegne in Italia e all’estero.
La  prima mostra personale, presentata da Francesco Arcangeli, si tiene nel
1962 alla Galleria dell’Obelisco di Roma.
Ne  seguiranno  altre quaranta, allestite in qualificate gallerie private e
pubbliche. Tra queste ultime, le antologiche al Museo
di  Castelvecchio  a Verona (1979), alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna
(1986), al Museo Civico di Bassano del Grappa (1991).
Sue opere figurano in importanti collezioni pubbliche e private.
Tra  i  premi,  si ricordano quelli ricevuti alla Biennale di San Paolo del
Brasile  (1969)  e  alle  Biennali  di  grafica di Rijeka (1970) e Cracovia
(1972).
La  bibliografia  su  Saffaro  è amplissima; tra gli altri hanno scritto di
lui:  Accame,  Anceschi,  Arcangeli,  Argan,  Barilli, Calvesi, Carandente,
Caroli,  Cerritelli, D’Amore, Emiliani, Emmer, Marchiori, Menna, Odifreddi,
Quintavalle, Raimondi, Ramat, Ricoeur, Russoli, Tega, Zevi…
Nel 2000, a cura del Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna,
è    stata   allestita,   all’interno   della   Biblioteca   Universitaria,
un’esposizione con opere di Escher e Saffaro.
Del 2004 è la mostra antologica “Saffaro. Le forme del pensiero”, a cura di
G.  M.  Accame  –  tenutasi  al  Museo  di Palazzo Poggi dell’Università di
Bologna,  dove  attualmente  tutte le opere dell’artista sono conservate ma
non   esposte.   Segue   nel   2009   l’esposizione  presso  la  Biblioteca
dell’Accademia  di  Brera,  a  Milano,  e,  tra  il 2011 e il 2012, a Villa
Franceschi, Galleria d’Arte Moderna
e  Contemporanea di Riccione, l’antologica “Lucio Saffaro. I luoghi segreti
dell’essere e del tempo”, curata da Gisella Vismara.

IL REGISTA
Giosuè  Boetto  Cohen (Milano, 1961) è un giornalista, regista e conduttore
televisivo italiano.
Ha  iniziato  a  collaborare  nel 1977 a “il Giornale” di Indro Montanelli,
sotto la guida di Gastone Geron.
È  entrato  alla RAI nel 1987, come autore e conduttore di “Intorno a noi”.
Da  allora  ha  scritto, realizzato e condotto numerosi programmi culturali
per  il servizio pubblico. Tra i più recenti “La storia siamo noi”, “Dixit”
e “Magazzini Einstein”.
La  Mediateca per le scuole di “Mosaico” (RAI, 1997) resta uno dei progetti
più  interessanti e innovativi a cui ha dato il proprio contributo. Tra gli
altri,  si  ricordano  il  programma  “L’Italia  tra le stelle”, il primo a
riportare  l’astronomia  e  la  ricerca  spaziale  al  grande  pubblico, la
maratona  televisiva  sui  temi  della  Shoah,  “Una giornata particolare”,
“Cento anni di Fiat”, “Volava l’anno”.
Per  musei  e  mostre  internazionali,  in collaborazione con il CINECA, ha
realizzato allestimenti digitali, documentari, ricostruzioni
e cartoni animati 3D: “High Tech Pompei” (RAIDUE, 2000), “Big Bang” (2009),
Nel 2011 ha scritto e diretto il documentario per l’inaugurazione del nuovo
Museo  dell’Automobile  di Torino. Per CINECA ha scritto e diretto il primo
cartone  animato  3D pensato per un museo europeo. Il film, dal titolo “Apa
alla  scoperta  di  Bologna”,  da  gennaio 2012 viene proiettato nel teatro
virtuale  del  Museo  della  Storia  di Bologna e la produzione ha vinto il
primo premio Unesco al Festival Internazionale del cinema di Montreal 2012,
nella categoria mediometraggi per la cultura.
Dal  2003  al  2006  è  stato  responsabile comunicazione all’Accademia del
Teatro alla Scala. Dal 2007 al 2009 è stato responsabile
dei progetti di comunicazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana).
Per  Rizzoli  ha  scritto  la  prefazione al volume di Oriana Fallaci “Quel
giorno sulla Luna” e “Intervista con Oriana”.
È opinionista del TG3 e del Corriere della Sera.

LE ANIMAZIONI, a cura del CINECA
Lucio  Saffaro stesso, prima di trasformare i poliedri in opere pittoriche,
per meglio percepire le ombre, ne ricreò fisicamente alcuni.
Allo  stesso  modo,  per  comprendere  meglio  la  natura  delle  complesse
geometrie  rappresentata  da Saffaro, CINECA (Consorzio interuniversitario)
ha  ricreato  in  computer  grafica  una  serie  di  opere.  L’elaborazione
tridimensionale dei poliedri, realizzata mediante il software open Blender,
è stata utilizzata nella sigla e all’interno del documentario.
Si   è   posta  particolare  attenzione  al  contesto  globale  dell’opera,
riproducendo il più fedelmente possibile il punto di vista,
i colori ed i giochi di luce utilizzati dall’artista nelle opere originali.
I poliedri elaborati tridimensionalmente sono stati animati
ed  inquadrati  attraverso  una  camera  virtuale  per  evocare  la visione
dell’artista

LA FONDAZIONE LUCIO SAFFARO
La  Fondazione, nata per volontà dell’artista nel 1999, un anno dopo la sua
scomparsa, oltre alla conservazione
e  catalogazione  delle opere artistiche e letterarie, si prefigge una loro
ulteriore   valorizzazione   culturale,   promuovendo  mostre,  convegni  e
pubblicazioni relative ai diversi lavori di Saffaro. Oltre ad iniziative di
carattere  monografico,  riletture  critiche  e  libri,  la  Fondazione sta
lavorando  alla  redazione del Catalogo generale delle 260 opere pittoriche
dell’artista;  inoltre,  nell’ampio  studio  di catalogazione degli scritti
letterari  e  dei  disegni  lasciati  dal  pittore,  sono  stati  rinvenuti
moltissimi   inediti,   che   saranno   prossimamente   oggetto   di  nuove
pubblicazioni.
Attualmente  il  Consiglio  è  composto  dal  Prof.  Avv.  Federico  Carpi,
Presidente,  dal  Prof.  Fabio  Roversi  Monaco,  in  qualità di Presidente
onorario,  dal  Dott. Mauro Felicori, rappresentante del Sindaco del Comune
di Bologna, dalla Dott.ssa Gisella Vismara,
dal   Prof.  Claudio  Cerritelli,  consiglieri.  L’Avv.  Astrid  Merlini  è
segretario generale.
Dopo  la scomparsa del Prof. Giovanni Maria Accame (2011), Presidente della
Fondazione dal 1999 al 2011,
il Consiglio ha deliberato la sua nomina a Presidente onorario.

FONDAZIONE LUCIO SAFFARO
via S. Stefano, 30 • 40125 Bologna •
www.fondazioneluciosaffaro.it

Emanuela Agnoli
Comunicazione e Ufficio stampa
cell. 347 1120782
e-mail: emanuela.agnoli@gmail.com

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