Post Date : 23 ottobre 2013

L’Organo dialogante Corpi vibranti presso l’Oratorio San Filippo Neri

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La Fondazione del Monte organizza venerdì 25 ottobre ore 21.00 presso l’Oratorio San Filippo Neri Via Manzoni, 5 lo spettacolo L’Organo dialogante Corpi vibranti

La Fondazione del Monte è pronta a regalare alla città concerti, incontri, spettacoli, sia per un pubblico adulto che per i bambini nella splendida cornice dell’Oratorio di San Filippo Neri.

La stagione si aprirà venerdì 25 ottobre alle ore 21 con lo spettacolo Corpi Vibranti, che fa parte della rassegna L’Organo dialogante. Protagonisti la Compagnia Deja Donne, con l’improvvisazione di Omar Sosa e la coreografia di Simone Sandroni.

L’organo esce dal suo splendido isolamento per incontrare altre forme d’arte e spettacolo, riempiendo di suono e di immagini il contesto che lo accoglie. Un incontro inconsueto tra organo e danza, una jam session tra il musicista cubano, capace di mixare jazz, musica classica ed elettronica e giovani danzatori, guidati da un coreografo di fama internazionale. Una creazione originale prodotta appositamente per valorizzare lo strumento ricostruito in Oratorio.

Lo spettacolo è prenotabile sul sito www.fondazionedelmonte.it, alla pagina “Oratorio San Filippo Neri”. Non si accettano prenotazioni telefoniche.


BIO:

 

OMAR SOSA

Pianista eccezionale, poliglotta musicale che unisce i continenti, Omar Sosa, tra l’utopia e la realtà, è un’allegoria dello scambio artistico universale. Nato nel 1965 a Camagüey, a Cuba, comincia a studiare musica a otto anni al conservatorio municipale, dove si avvicina alle percussioni, e in particolare alle marimba. Continua il suo cursus alla Scuola Nazionale di Musica dell’Avana, poi all’Istituto Superiore d’Arte. Segue una formazione accademica di composizione, armonia e strumentazione. Forte di questa base teorica, si avvicina allora al pianoforte, che l’aveva sempre affascinato per il suo carattere orchestrale e percussivo, diventando presto il suo strumento preferito. La pratica del pianoforte, che Omar suona da autodidatta, sarà sempre influenzata da quella delle percussioni: è il suo stile personale, di grande audacia ritmica, diventato ormai il suo tratto caratterizzante.

Alla fine degli anni Ottanta, Omar comincia a lavorare come direttore musicale con cantautori cubani (Vicente Feliu e Xiomara Laugart), poi nel 1993 emigra in Ecuador, a Quito. Crea un primo gruppo ispirato dalla “jazz fusion”, Entrenoz, trascorre un po’ di tempo in Spagna, a Palma de Mallorca, poi si trasferisce nel 1995 a San Francisco, dove s’impone velocemente come leader sulla scena latin jazz.

Qualche mese dopo il suo arrivo, esce il primo disco negli Stati Uniti, con Otà Records, Omar, seguito nel 1997 dallo straordinario Free Roots. Con Spirits of the Roots (nel 1998) e Bembon (nel 2000), si afferma come leader indiscusso del jazz ibrido, aperto ai ritmi latini e afro-americani di tutto il Nuovo Mondo, ma anche a quelli dell’Africa del Nord, ai canti berberi e al rap. In Europa sviluppa nuovi progetti: registra con John Santos (Njumbe); un secondo disco da solista esce nel 1999 (Inside), magnifica deriva contemplativa e impressionista. Soprattutto continua le sperimentazioni orchestrali, confrontando il suo universo con tradizioni musicali del mondo intero. Con Prietos (2001) e Sentir (2002), apre il suo universo ai ritmi, alle sensazioni del mondo arabo.

Per il CD Afreecanos, Omar ha scelto di collaborare con un’estesa formazione di musicisti, tutti provenienti da paesi che direttamente o indirettamente hanno un legame con il continente africano (Cuba, Mozambico, Francia, Senegal, Mali, Brasile, Usa, Guinea, Marocco).

Ha in seguito pubblicato Across The Divide (Half Note, 2009), registrato al Blue Note di New York.

Nel 2009 con Otà è arrivata la pubblicazione di Tales From The Earth (Otá, 2009), lavoro guidato dal flautista Mark Weinstein. Artisti di origine cubana, haitiana, dell’Africa Occidentale, europei, afroamericani e americani ebrei si sono riuniti in uno studio di Berlino per due giorni di intense registrazioni, nessuna musica o tema deciso in anticipo, solo l’impegno condiviso a celebrare la richezza espressiva della Madre Africa.

Ceremony è un album del pianista compositore Omar Sosa, frutto della sua collaborazione con la bigband della NDR (North German Radio) e con il compositore, arrangiatore e violoncellista Jaques Morelenbaum insieme con il suo quartetto e con la partecipazione di Julio Barreto alla batteria, Childo Tomas al basso elettrico e Marcos Ilukán alle percussioni afro-cubane. Ceremony ha debuttato nel marzo 2010 al Festival Banlieues Bleues di Parigi e negli studios della NDR ad Amburgo.

Un ulteriore progetto realizzato è Oda Africana, la prima opera per orchestra sinfonica scritta da Omar Sosa, basata su melodie e ritmi tradizionali di Cuba, Ecuador, Venezuela e Africa Occidentale.

Tra i progetti più recenti è interessante citare anche la collaborazione in Italia con il Solis String Quartet, in Sardegna Isolanos con i Tenores di Oniferi e Abbas y Aguas con Enzo Favata e Marcello Peghin e il nuovo straordinario trio con Paolo Fresu e Trilok Gurtu.

È del marzo 2011 il quinto e ultimo album di pianoforte solo dell’artista cubano, Calma. Il nuovo progetto di Omar Sosa si chiama “EGGÜN: The Afri-Lectric experience” ed è nato  grazie alla commissione da parte del Barcelona Jazz Festival nel 2009 che gli ha chiesto di comporre e produrre uno spettacolo in tributo del classico di Miles Davis “Kind Of Blue” da registrare in occasione del suo cinquantesimo anniversario. Guidato da diversi elementi musicali e motivi di “Kind of Blue”, Omar ha scritto una suite di musiche in onore dello spirito di libertà sprigionato dal determinante lavoro di Davis che sono state poi raccolte nell’album in uscita nel febbraio 2013.

 

www.omarsosa.com

 

DEJA DONNE

 

DEJA DONNE venne fondata a Praga nel 1997 da Lenka Flory e Simone Sandroni. Negli ultimi quindici anni Flory e Sandroni hanno creato, insieme con i loro collaboratori, alcune fra le più vivaci, divertenti ed efficaci produzioni di danza accessibili ai pubblici Europei e oltre.

Flory e Sandroni trattano temi pesanti con tocco leggero, carico di sincerità ed ironia.
Ogni produzione dei DEJA DONNE, non importa di quale dimensione, si distingue per una assoluta onestà di intenti. Il loro lavoro possiede una rara profondità di sentimenti ed una indiscutibile intelligenza emotiva. In fondo, DEJA DONNE si serve del movimento e dei personaggi per svelare questa enorme astrazione che è la condizione umana. Questi sono gli spettacoli che contano. Che pongono domande importanti alla società contemporanea.

Che divertono ed impegnano.

Che rinvigoriscono e curano, facendo intravedere un cammino in questi tempi confusi. Donald Hutera scrive regolarmente per il The Times of London, Time Out, Dance Europe, Dance Now e molte altre pubblicazioni.
DEJA DONNE ha rappresentato i suoi lavori in 25 paesi tra Europa, Canada, Stati Uniti, Sud America ed Asia, ricevendo le migliori critiche, premi e grande risonanza a livello di pubblico. Dalla loro prima produzione sino ad oggi i DEJA DONNE hanno continuato a lavorare con danzatori e artisti provenienti da tutta Europa, Giappone, USA e Sud America. La DEJA DONNE é regolarmente sovvenzionata dal MiBAC e dalla Regione Umbria.

 

 

SIMONE SANDRONI

 

Nato ad Ancona, dal 1987 uno dei membri fondatori della compagnia ULTIMA VEZ a Bruxelles, con la quale collabora sino al 1992. Nel 1993 fonda la compagnia ERNESTO a Bruxelles e debutta con il primo spettacolo. Nel 1997 fonda, con Lenka Flory a Praga, la DEJA DONNE. Per la DEJA DONNE ha creato: DEJA DONNE (debutto a Gent/Belgio 1997), ARIA SPINTA (debutto a Mulhouse/Francia 1999), IN BELLA COPIA (debutto a Lucerna/Svizzera 2001), THERE WHERE WE WERE (debutto a Monaco/Germania 2003), PIOTR E LE STELLE DI TUT (debutto a Macerata/Italia 2005), MY NAME IS KING (debutto a Praga/Repubblica Ceca 2006) e A GLIMPSE OF HOPE (debutto a D.sseldorf/Germania 2008), P.S. MARTINA LA RAGIONE (debutto a Cagliari/Italia 2010), NOT MADE FOR FLYING (debutto a Terni/Italia 2011), P. S. STEFANO CIPICIANI (debutto a Spello/Italia 2013) e P.S. GIORGIO DONATI (debutto a Spello/Italia 2013). I lavori della DEJA DONNE sono stati presentati in 26 paesi Europei, del nord/sud America e Asia. Dal 2000 Sandroni è stato invitato a dirigere workshop e lezioni di danza contemporanea, composizione e coreografia da universit., conservatori, festival e molteplici organizzazioni in Europa, USA, Canada, Sud America ed Asia. Dal 2005 dirige per la compagnia DEJA DONNE diversi progetti formativi per giovani danzatori (Corso di formazione L’arte del performer, C.I.T. ‐ Contemporary Interpreter Training) e per i ragazzi delle scuole elementari e medie atti a sensibilizzare ed educare al linguaggio teatrale, soprattutto a quello della danza contemporanea (R.A.P. for Children‐Culture 2000 progetto Europeo, Progetto Spettacolo Umbria 2007‐09).

Oltre a dirigere la propria compagnia, crea lavori per diversi teatri, festival, scuole ed artisti in Belgio, Italia, USA, Canada, Svizzera Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Austria e Germania.

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