Post Date : 20 maggio 2013

“UN’ITALIA CHE NON CONOSCO”, DOMANI TAVOLA ROTONDA AL CAMPO SINTI DEL SAVENA

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Martedì  21  maggio  alle 15, nell’Area Sosta Sinti del Quartiere Savena di
via  Giuseppe  Dozza  18,  si  terrà  la  tavola rotonda “Un’Italia che non
conosco: salute, lavoro, casa”, per parlare di salute, lavoro e casa. E per
parlarne  dentro  ad un campi sinti, con persone che vivono nel campo e con
persone  che,  con  diversi  ruoli e in diverse città, si occupano di rom e
sinti.

Interverranno:  Amelia  Frascaroli,assessore  ai  Servizi  Sociali;  Monica
Brandoli  del  dipartimento  Benessere di Comunità, settore Servizi Sociali
del  Comune;  Elena  Cavicchi,  cooperativa  sociale “La Piccola Carovana”;
Luciano  Serio, cooperativa sociale “Società Dolce”; Sara Montipò ed  Elisa
Isola,  cooperativa  sociale  “Centro  Accoglienza  La Rupe”; Luigi Chiesi,
mediatore  interculturale  sinto;  Antonella  Gandolfi,  responsabile  Area
Adulti   e   Immigrazione   ASC   Insieme,  Casalecchio;  Carlo  Strasolla,
associazione 21 luglio, Roma.
Invitati:  tutti  i  ragazzi,  le  famiglie  e gli operatori che hanno reso
possibile il progetto.

La  tavola  rotonda  è  organizzata  dal  progetto europeo SRAP – Addiction
prevention  within  Roma  and  Sinti communities cofinanziato dal programma
comunitario Salute Pubblica 2008-2013. In tre anni di lavoro a Bologna e in
altri  6 paesi europei, SRAP ha realizzato diverse attività con persone rom
e  sinti per prevenire l’uso e l’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti.
Con  SRAP  sono  stati fatti una ricerca azione sulle modalità di consumo e
l’approccio alle sostanze, attività per il potenziamento delle life skill e
della  capacità  di prevenzione dei ragazzi sinti, formazione per operatori
sanitari,  corsi  di formazione per operatori pari, incontri nei campi, con
famiglie  rom  e  con stakeholder. Il lavoro di Bologna è stato condiviso e
valutato da partner europei, per trovare indicazioni comuni di lavoro.
SRAP  si  concluderà  a luglio 2013 con la condivisione di buone pratiche a
livello  europeo  per  un  miglioramento  dei  servizi socio-sanitari, e un
miglioramento  nelle  modalità  di  accesso  ad  essi, per rom e sinti e la
definizione  di  una metodologia di prevenzione specifica per ragazzi rom e
sinti.

L’iniziativa  è  inserita nella sesta edizione del Festival “Porte Aperte”,
progetto  sulle fragilità metropolitane durante il quale, fino al 26 maggio
le  strutture  d’accoglienza  per  il  disagio  sociale diventano luoghi di
incontro, interazione, comunicazione e cultura per tutta la città.
Il  Festival  è  realizzato dall’associazione Naufragi con il patrocinio di
Comune di Bologna, Provincia di Bologna, Regione Emilia Romagna.
Il  tema  di quest’anno è il Lavoro, investigato come nuove opportunità di
inventare, modalità altre di fare, di ideare format alternativi che abbiano
lo scopo di uscire allo scoperto ed andare oltre la crisi. Porte Aperte non
parla del tempo d’una volta, sicuro, che non c’è più. Racconta qualcosa che
non  intendiamo più aspettare come una ricetta preconfezionata che altri, i
“grandi”,  ci  forniscono.  Narra  di una strada che conduce ad una ricerca
creativa ma responsabile di nuove ed alternative forme di lavoro. Un lavoro
che  permetta a tutti di vivere e realizzare sogni e coltivare speranze, di
occupare il tempo in maniera dignitosa e costruttiva.

Porte  Aperte  vuole  essere  momento  per  rimettere  al centro i margini.
Attraverso  lo  sguardo  e  le parole di chi li vive ogni giorno rileggiamo
l’immagine  di  queste  “terre  di mezzo”, rimosse dal racconto della città
pubblica.  Il fuori s’incontra con il dentro, il basso interroga l’alto, in
un confronto inedito e stimolante, in un percorso culturale che parte dalla
strada, dal faticoso cammino quotidiano.
Aprire  le  porte  per  mettersi in gioco in maniera propositiva attraverso
dibattiti, mostre e spettacoli, per costruire un “ponte” ideale e reale tra
il  dentro  e  il  fuori,  tra i margini e il centro, tra la fragilità e la
solidità e poter immaginare una comunità responsabile e solidale.
Porte  Aperte non è solo un evento ma un cammino che ogni anno si rinsalda,
con  la  città  e  tutti  i suoi abitanti, e dal quale si attivano percorsi
sistematici   e   virtuosi  affinché  le  aperture  diventino  processi  di
conoscenza, di solidarietà e di non-esclusione.
Così,  dormitori,  residenze  per  immigrati,  strutture  per l’accoglienza
madre-bambino e per persone con disabilità diventano, da sabato 18 maggio a
domenica  26 maggio, luoghi di scambio, contaminazione, incontro, occasioni
e  momenti  si  crescita e sviluppo per la comunità, il territorio e chi ci
vive.

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