Post Date : 25 marzo 2013

CONSIGLIO COMUNALE SOLENNE PER LA 50^ EDIZIONE DELLA FIERA DEL LIBRO PER RAGAZZI, intervento di Duccio Campagnoli presidente BolognaFiere

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Si trasmette il testo dell’intervento tenuto dal presidente di Bolognafiere Duccio Campagnoli, alla seduta solenne del Consiglio comunale dedicato alla 50^ edizione  della  Fiera  del  libro  per  ragazzi  in cui viene conferita la cittadinanza onoraria a Bianca Pitzorno e Klaus Flugge.

“E’ davvero un grandissimo onore, e soprattutto una grandissima gioia, per Bologna Fiere, poter aprire aprire  la 50° edizione della Fiera del Libro per Ragazzi, la edizione che celebra un cinquantenario, proprio  nel luogo più importante della città e della sua storia e tradizione civica, di fronte al Consiglio Comunale di Bologna, a pochi passi dalle stanze del Palazzo di Re Enzo dove il 4 aprile del 1964 è iniziata questa che nel modo più affettuoso è stata chiamata una favola lunga 50 anni. Sappiamo e siamo tutti  orgogliosi che il nome di Bologna  significa  a livello internazionale innanzitutto cultura e cura della comunità,  di una comunità aperta e forte per i   diritti di cittadinanza di tutti,; e significa in particolare città della     “cura e attenzione per l’infanzia”.

Per questo Vi ringraziamo, Signora Presidente del Consiglio Comunale, Signor Sindaco, Signori Consiglieri Comunali, Vi ringraziamo anche a nome di tutti gli straordinari protagonisti che ogni anno e anche in questi giorni hanno dato e daranno vita a Bologna a questo straordinario evento,  per aver voluto accogliere con questa iniziativa, in questo patrimonio e in questo enorme valore che la città custodisce ed arricchisce giorno dopo giorno, anche  la Fiera del Libro per Ragazzi, festeggiandola con il  riconoscimento senza pari che ci consegna questa seduta.

Siamo felici e sono felici tutti gli editori, gli autori, gli appassionati della Fiera del Libro per l’onore  di cittadinanza che oggi viene consegnato qui a due tra i più storici e straordinari protagonisti della editoria e della letteratura internazionale e della storia della  nostra Fiera, come Bianca Pitzorno e Klaus Flugge, editore che partecipò alla prima edizione della Fiera inviato dagli editori tedeschi. Questo onore di cittadinanza si rivolge a loro per il loro grande merito, ma  senza dubbio anche a tutta la Fiera del Libro e a tutti i suoi protagonisti di questi 50 anni.

Siamo altrettanto onorati che nell’anno speciale di questo cinquantenario abbia accettato di essere con noi, come  il Paese ospite   proprio la Svezia, alla quale come tutti sanno il mondo deve il dono di scrittori e illustratori della più grande letteratura per bambini, unici e straordinari maestri, e l’esempio e di una cultura civile e sociale tra i più importanti d’Europa e del mondo.

Salutiamo, quindi, qui con emozione e gratitudine la Signora Lena Adelsohn Liljeroth, Ministro della Cultura di Svezia, che con la Sua presenza qui, oggi, assieme all’ ambasciatore di Svezia signora  Ruth Jacoby   e al Direttore  Generale  dello swedish Art Council, Signor Kenneth Johansson, suggella nel modo più alto la  collaborazione davvero senza eguali che abbiamo avuto in  un anno di intensissimo lavoro, per la preparazione di questa edizione speciale della Fiera del libro, con  un investimento di risorse generoso e soprattutto un entusiasmo travolgente da parte delle Istituzioni svedesi che hanno portato a “vestire” Bologna di iniziative originali e dense di contenuti, con una declinazione a tutto tondo del tema che ci accomuna e che ci vede al servizio dell’unica vera causa per cui valga la pena combattere ogni giorno: l’educazione e i diritti universali dei bambini. E dei ragazzi.

 

Ringraziamo,ancora signor Sindaco, signori Consiglieri tutta la Giunta e gli uffici dell’amministrazione che assieme all’Università  con un grande impegno comune consentono di dichiarare senza presunzione e senza retorica in questi giorni non solo la Fiera  ma tutta la città  del libro per ragazzi.

 Del resto il maestro, il protagonista storico della nostra Fiera, il Professor Antonio Faeti, ha scritto giustamente nel primo saggio del libro speciale per i 50 anni  che Bologna Fiere ha voluto realizzare, con la straordinaria collaborazione del Dipartimento di Scienze dell’ Educazione della nostra Università, che non fu un caso se proprio qui nacque questa fiera del libro per ragazzi prima e unica al mondo.

Era quella di quegli anni, la Bologna che cercava e  sperimentava davvero, una originale ricerca di cultura e di pratica civile e sociale che veniva da diverse ma egualmente appassionate ispirazioni, che  facevano dell’educazione il centro del proprio impegno  creando così intrecci unici tra amministrazione, scuola, università ed economia; intrecci che hanno generato modelli e realtà di successo. Era la Bologna ci ricorda ancora Faeti dell’insegnamento pedagogico del professor Bertin, suo maestro, che portò  proprio Faeti ad essere il titolare della prima cattedra di letteratura dell’infanzia, la Bologna del febbraio pedagogico, della creazione con l’impegno del Comune della rete dei servizi per l’infanzia asili e scuole materne realizzai proprio con i viaggi di studio dell’esperienza svedese già allora tanto importante ed avanzata. E consentitemi di dire ancora che nel libro dei 50 anni c’è anche un immagine che ci restituisce subito il profilo e il senso dei caratteri della esperienza di quella Bologna con la foto del Cardinal Lercaro e del Sindaco Dozza seduti uno accanto all’altro proprio all’inaugurazione di quella prima Fiera del libro.

Ma l’altro tratto originale e inconfondibile che è stato subito della fiera del libro, e che esprimeva una vocazione e un profilo della identità e della cultura di Bologna fu quello della ricerca di un rapporto con il mondo. Qui, a Bologna, in tempi in cui non esisteva nemmeno  l’aeroporto e le telefonate internazionali necessitavano di prenotazione,  qui si è data da subito appuntamento tutta la comunità internazionale del libro per ragazzi. La comunità, non solo gli editori: illustratori, autori, agenti letterari, bibliotecari, librai, una quantità infinita di figure, ognuna importantissima nel mosaico di un settore dell’editoria che rappresenta più di ogni altro un indispensabile strumento di crescita culturale e, oggi più che mai, una forza potente per il superamento di frontiere di ogni genere.

Si è concretizzata così, in pochissime edizioni, la favola di questa Fiera, anzi il “sogno” che questa Fiera ha voluto  rappresentare., per concludere ancora con le parole inimitabili di  Faeti.

Alla sua prima edizione la Fiera ebbe 44 espositori da 11 paesi.

La decima edizione ne ebbe 412 da 63 Paesi.

La Mostra degli Illustratori in 46 anni ha registrato la partecipazione di 47.326 illustratori da tutto il mondo; di questi, 3794 sono stati selezionati e portati alla ribalta internazionale.

 

Signora presidente del Consiglio, Signor Sindaco, Signori Consiglieri permettetemi  di dire che questa seduta di oggi significa anche che tutta la città sente anche oggi tutto l’impegno ma anche tutto il valore di questa identità di Bologna testimoniata da questo evento ma da tante altre e altrettanto o ancor più importanti cose ancora. Essere e saper essere città di cultura scientifica sociale e civile, comunità viva e aperta, città del mondo. E’ cio’ che accadrà in questi giorni con la presenza a Bologna di oltre 1200 espositori degli autori degli illustratori e di migliaia di visitatori professionali da tutto il mondo.

Ciò che accadrà con il  grande convegno che organizza  il Dipartimento di Scienze dell’educazione e che Bologna Fiere è orgogliosa di supportare e che da appuntamento a tutta la comunita’ scientifica e letteraria internazionale, e con l’evento della laurea dell’Università a Daniel Pennac. Ciò che è accaduto ieri quando alla vigilia dell’apertura della fiera del libro abbiamo tenuto al Palazzo dei congressi la  edizione in Europa dell’incontro internazionale che viene promosso a New York e dedicato al futuro già ben cominciato del libro in digitale

Ecco, io credo che  è in questo modo, e con questo impegno originale di saper promuovere l’incontro di comunità produttive e cultura, di voler essere luogo di innovazione, ma accettando la prova di esserlo davvero e non a parole;  e sulla scena  italiana e internazionale che oggi dobbiamo guardare al domani del nostro lavoro e per questa città.  

Per il lavoro di Bologna Fiere, la Fiera del libro per ragazzi  ha rappresentato  una esperienza originale , che anche oggi ci indica la via da seguire.  Essere  una grande casa di scambi dei prodotti certo, dei commerci  pure,ma anche e  soprattutto delle  idee. Non vogliamo certo dire che e’ stata la fiera l’ attore primario dell’evoluzione straordinaria che il libro per ragazzi ha vissuto in questi decenni in tutto il mondo; ma la nostra fiera  non è stata  intesa neppure  solo come  un teatro di affari.

 Ci si è espressi invece e ci si deve esprimere piuttosto  come   un coro, che con la sua organizzazione  e con l’intuito dei tempi e dei ritmi ha saputo e sa dare risalto ai protagonisti e ai progetti, creando quelle assonanze e quell’eco ad onde lunghe che porta lontano le parole e le immagini e che crea e fa crescere dunque cose belle e nuove.

Permettetemi di far testimoniare di questo spirito le parole di grandi protagonisti della Fiera ,innanzitutto quelle di Dick Robinson  uno dei più grandi editori  degli Stati Uniti e del mondo:

“Mi colpì fin dal primo momento il “mestiere” che si percepiva in Fiera, dove vedevi famosi editori che collaboravano con loro omologhi da ogni parte del mondo per arrivare a coedizioni che avrebbero permesso la pubblicazione di libri che altrimenti non avrebbero mai visto la luce …..Nel settore dei libri per ragazzi c’era un’attenzione alla qualità, alla grafica, alla stampa e non solo al denaro che ha trasformato Bologna in un progetto di collaborazione artistica piuttosto che un mero incontro di lavoro.”

E ancora ascoltate ciò che ci ha scritto una illustre docente dell’Università di Seoul che  la Corea, il paese che oggi primeggia nel campo delle editorie per ragazzi più innovative al mondo, deve tutto alla Fiera di Bologna.

E ancora ascoltate quelle di  Barry Cunningham, lo scopritore di Harry Potter:

“ Ricordo che fin da subito più di tutto, le persone erano interessate ai libri, agli scrittori e agli artisti, non alle campagne marketing e al materiale pubblicitario. Divenimmo parte della famiglia che sostiene, promuove e diffonde il marchio di fabbrica della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. È questa la ragione del successo, l’interesse per i lettori di una comunità mondiale di editori che hanno più cose in comune di quanto le diverse lingue e culture non lascino supporre.”

Cosa potremmo dire di più e di meglio oggi per il nostro lavoro e per descrivere un modo d’eccellenza di fare impresa e innovazione?

Con la responsabilità di questo patrimonio e con questo spirito noi, proprio nel momento di questa celebrazione del cinquantenario, a BolognaFiere e credo in tutta la nostra città guardiamo ai prossimi anni e al nostro prossimo lavoro.

A partire da questa edizione del cinquantenario, BolognaFiere di nuovo in collaborazione con l’associazione Italiana Editori ha istituito un nuovo grande e inedito premio della Fiera del Libro che proclama per questa edizione del cinquantenario e proclamerà ogni anno l’editore scelto come più meritevole in ciascuna delle sei aree del mondo da tutti gli altri editori per affermare ancora dipiù il valore di centro mondiale della letteratura per l’infanzia della nostra Fiera e di Bologna.

Qui a Bologna poi l’Università ha costituito il primo centro di ricerca in Italia di letteratura per l’infanzia; Bologna ospita altre iniziative d’avanguardia nel campo della fantasia e della creatività con l’uso delle nuove tecnologie; l’Amministrazione ha rinnovato il proprio impegno di lavorare per fare sempre più di Bologna città dei giovani e dei ragazzi. Per questo credo che si possa lavorare  a un grande progetto culturale, sviluppato con Comune e Università, che possa fare di Bologna ancor di più “città internazionale del libro e della cultura per ragazzi”.

Per parte nostra pensiamo già, assieme al Dipartimento di Scienze dell’Educazione, di promuovere ogni anno  assieme alla fiera del libro per ragazzi un momento di  grande incontro internazionale culturale  scientifico assieme a questo nostro dell’imprenditorialità editoriale, che affermi in modo permanente il ruolo di Bologna come centro della produzione letteraria creativa e dell’educazione e formazione per bambini e ragazzi.

Un incontro che crediamo può segnare anche la scelta di affermare eventi di grande rilievo del lavoro e della identità della nostra città, come quelli che del resto abbiamo visto di poter produrre e  possiamo produrre ancora   insieme con Bologna.

 Vorrei quindi concludere con il pensiero bellissimo anche per la nostra città che ci ha regalato Hedwige Pasquet, Presidente di Gallimard Jeunesse : “L’editoria per ragazzi dovrà affrontare parecchie sfide in futuro: Bologna l’accompagnerà. “

Io credo che qui a Bologna possiamo impegnarci per questo futuro in questo campo e non solo   e che per questo futuro di innovazione e internazionalità Bologna Fiere si sente innanzitutto al servizio della sua città.

Grazie ancora a tutti per la vostra attenzione.”

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