Post Date : 29 gennaio 2013

Ad Arte e Scienza in piazza incontro con Luciano Maiani

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Mercoledì 30 gennaio alle ore 18 si svolge a Bologna, nell’ambito di Arte e Scienza in Piazza, l’incontro con lo scienziato Luciano Maiani, autore del libro La macchina più grande del mondo (Mondadori Editore, in uscita il giorno 8 febbraio ma già da ora disponibile in esclusiva per il pubblico di Arte e Scienza in Piazza presso Libreria Coop Zanichelli).

Maiani incontra il pubblico e svela i segreti di LHC, l’anello costruito nel sottosuolo al confina tra Francia e Svizzera in cui è stato possibile far viaggiare particelle accelerate alla velocità della luce.

Ad Arte e Scienza in Piazza prosegue inoltre la spettacolare mostra di INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) L’energia del vuoto: un’esperienza interattiva per capire le potenzialità dell’elemento primordiale da cui l’universo ha avuto origine, tra giochi di luce, esperimenti magnetici e sorprendenti immagini.

L’energia del vuoto è un percorso in cinque tappe che propongono una immersione nei paradossi e nelle tematiche dell’energia (con immagini affascinanti dell’Universo), il vuoto (attraverso un exhibit interattivo sull’espansione del cosmo), lo spazio tempo (un exhibit che permette di simulare col proprio corpo le modificazioni della gravità nel reticolo spazio/temporale), la massa (con il primo exhibit interattivo al mondo sul bosone di Higgs) e le forze (con un exhibit interattivo che permette di simulare le collisioni tra particelle).

La mostra, a cura dell’Ufficio Comunicazione dell’INFN, è stata realizzata con il supporto della sezione di Bologna dell’INFN e della Fondazione Marino Golinelli. Numerosi videoartisti e interaction designer italiani hanno collaborato all’ideazione e realizzazione degli exhibit: Marco Barsottini, Lorenzo Sarti, Alessandro Capozzo, Embrio.net, Paolo Scoppola e Barbara Martinazzi.


Scheda Volume:

Nel luglio 2012 veniva confermata sperimentalmente, presso i laboratori del CERN di Ginevra, l’esistenza del “bosone di Higgs”, la più piccola di tutte le particelle subatomiche fino ad ora scoperte, teorizzata da Peter Higgs nel 1964 e divulgata al mondo come “la particella di Dio”. Una scoperta che costituisce un fondamentale passo avanti nella fisica delle particelle e nella conferma del modello standard dell’universo, in direzione di quella Teoria del Tutto, la teoria unificata delle forze, che la fisica insegue da decenni. Per giungere alla prima conferma sperimentale sono stati necessari quasi 50 anni di ricerche teoriche e la costruzione della macchina più grande del mondo, l’LHC, Large Hadron Collider, un anello lungo 27 chilometri situato a 100 metri di profondità nel territorio di Ginevra. Una sfida sul cui successo, all’inizio, pochi avrebbero scommesso e che si accompagna alla storia stessa del CERN (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) di cui Luciano Maiani è stato direttore per cinque anni. Una sfida nata nel pieno della guerra fredda che ha visto poi contrapporsi scienziati europei e americani. Una scommessa non solo scientifica e ingegneristica, ma anche economica e finanziaria: più d’una volta, nel corso della vita del CERN e della costruzione dell’LHC, gli enormi finanziamenti che l’impresa richiedeva sono stati in forse, per miopie e conflitti politici.

Luciano Maiani ci accompagna lungo tutto l’arco di questa storia, dalla prima idea del CERN fino all’emozionante momento della conferma sperimentale e della sua comunicazione alla comunità scientifica e al mondo dei media. Sul filo dei ricordi personali, ma con l’obiettività che caratterizza l’attitudine imprescindibile dello scienziato, Maiani ci racconta tutta la gamma di illusioni e disillusioni, entusiasmi e momenti di disperazione, snodi teorici e rapporti personali che hanno consentito di realizzare e far funzionare questa macchina unica al mondo, inventando costantemente tecnologie d’avanguardia assoluta, soluzioni tecniche e manageriali per affrontare e risolvere problemi che nessuno, prima, aveva mai affrontato.

Questo è un libro che racconta la storia del Large Hadron Collider, la macchina più grande che l’uomo abbia mai concepito. Perché dovrebbe emozionarmi? Forse è un gioiello di equilibrio tra una storia e un’avventura, dà la speranza che si possano concepire programmi che non diano frutti immediati e la certezza che gli investimenti a lungo termine siano la carta vincente per disegnare un futuro migliore. Forse perché racconta di un lieto fine, ma anche di tutta quella umanità che ha accompagnato questi lunghi anni di traversata del deserto, dall’idea del 1989 a oggi. Forse solo perché questo libro vi aiuterà a capire che i fisici sono essere umani quasi normali (Fernando Ferroni).

Luciano Maiani è stato dal 1993 al 1997 presidente dell’INFN (Istituto Nazionale di fisica Nucleare) e dal 1999 al 2003 è il secondo italiano ad essere direttore generale del CERN, dopo Carlo Rubbia. Sotto la guida di Maiani il CERN compie la scelta cruciale di passare dalla fisica del Large Electron-Positron Collider (LEP, con cui si sono ottenuti risultati fondamentali tra 1989 e il 2000) a quella pionieristica del “Large Hadron Collider”, attualmente in funzione. Dal 2008 al 2011 è presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dal 1976 è professore di Fisica teorica all’Università di Roma La Sapienza. È socio nazionale dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Romeo Bassoli è un giornalista italiano. Premio FAO 1990, attualmente è capoufficio stampa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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