Post Date : 13 novembre 2012

Il lavoro che cominicia dal bosco: incontro con Simone Frabboni

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Sabato 17 novembre Simone Frabboni, artista/artigiano del legno, presenterà la sua collezione di bijoux e complementi d’arredo. Creati complementamente a mano da materie prime naturali, le creazioni di Simone sono in estrema sintonia con il territorio e la stagionalità e sono frutto di una costante ricerca, teorica e pratica.

Abbiamo incontrato Simone a pochi giorni dall’evento di presentazione, che si svolgerà all’Hotel Orologio di Via IV Novembre, 10 nel cuore di Bologna. E questo è quello che ci ha raccontato.

 

 

 

 
Da quanto tempo è che ti dedichi al legno? Quali sono le tue esperienze e perché hai scelto di dedicarti all’artigianato?

Mi viene in mente la storia (credo vera) di una signora americana che durante un soggiorno a Nizza girando per il mercato incontra un signore di una certa età ma ancora atletico, che assomiglia a Pablo Picasso. Ha sotto braccio un blocco di fogli da disegno. Emozionata la signora si avvicina  e gli domanda se è il famoso pittore. “In persona” risponde Picasso con un sorriso. La signora emozionata gli dice di essere una sua grande ammiratrice. E poi gli domanda: “Non è che mi potrebbe dedicare qualche minuto, e disegnare il mio ritratto, anche solo un semplice schizzo? Sarei felice di pagarla per il disturbo”. Picasso la osserva un attimo poi risponde che lo farebbe volentieri. Così i due si vanno a sedere a un caffè non lontano e il pittore comincia a disegnare. Dopo neppure quindici minuti Picasso appoggia la matita e porge il foglio alla signora americana che non poteva che rimanerne entusiasta e felicissima di avere un suo ritratto fatto dal maestro. Tira fuori il libretto degli assegni e chiede quanto le deve.
“Cinquemila dollari”, risponde Picasso con tono neutro. La signora rimane sbalordita e timidamente replica: “Ma maestro con il dovuto rispetto ma ci ha lavorato solo un quarto d’ora”. “Niente affatto signora” risponde Picasso. “Per poter disegnare quel ritratto mi ci sono voluti ottant’anni e quindici minuti”.
Tornando alla domanda, ecco insomma, non che io mi voglia assolutamente paragonare a chissà quale grande maestro. Ma quel che è certo è che quello che faccio rappresenta la somma di tutto quello che ho fatto, studiato e imparato finora. I miei lavori sono frutto di tante cose che si uniscono tra loro, frutto di un percorso personale unico, così come nel caso di altri artigiani e artisti.

Da dove trai l’ispirazione per le tue creazioni e quali sono gli elementi e le materie prime che usi per la produzione dei tuoi pezzi unici?
Le ispirazioni sono tante. Dallo stile e dalle tecniche rinascimentali apprese facendo restauro, fino all’arte precolombiana delle Americhe. L’anno scorso ad esempio sono stato sei mesi in Cile dove ho avuto occasione di approfondire le linee semplici degli oggetti mapuche e diaguita che mi hanno molto ispirato. Ogni occasione è fondamentale per approfondire, studiare e assorbire nuovi concetti, forme e idee. Sopratutto l’Italia, con il suo settanta per cento di patrimonio artistico mondiale, è piena di queste occasioni, a partire dagli Etruschi e dai Celti delle mie zone!
Quanto al  mio elemento è il legno. Principalmente vado a “caccia” di materia prima per l’Appennino tosco-emiliano. Il mio lavoro è frutto di competenze che sento si accrescono continuamente, dalla selezione alla stagionatura alla realizzazione, utilizzare legni locali è un percorso di apprendimento continuo, fortemente basato sull’intuito. Ogni tipo di legno ha caratteristiche di base e tante variabili dovute al tipo di crescita della pianta, ad esempio se cresce in un terreno umido o particolarmente secco e difficile, se è ventoso o ad esempio su un terreno scosceso. Oppure dipende dalla parte dell’albero. Le venature, la porosità, il colore variano. Ad esempio ci sono legni che devo lavorare da freschi e altri che devo prima stagionare. Sono tutti fattori dalle infinite variabili. Cerco di valorizzarle con il tipo di taglio e lavorazione.
Poi si apre un altro mondo per quel che riguarda le finiture. Posso dire che effettivamente il mio lavoro comincia dal bosco.

Quali sono le tue riflessioni sull’artigianato in Italia oggi? Secondo te c’è una reale rivalutazione del “fatto a mano”?
Secondo me c’è molta voglia di farlo e un po’ meno di comprarlo. A parte gli scherzi, quello che è certo è che è un cammino difficile e pieno di sacrifici quello dell’artigiano e dell’artista. Difficile ma possibile.

Quali sono gli appuntamenti futuri, dopo la presentazione di sabato?
Nell’immediato sarò dal 23 al 25 novembre a Venezia per la mostra dei designer selezionati al concorso internazionale Opendesign. Mentre i primi di dicembre esporrò a una mostra collettiva di monili da TerreRare a Bologna. E naturalmente siete tutti invitati.

 

Per scoprire di più sulla presentazione di sabato 17 novembre, vi rimandiamo all’articolo Fall’ing in Wood.

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