Post Date : 9 ottobre 2012

L’Altra Cucina Itinerante

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“La mia rivoluzione culturale è il cibo!” Sono le parole d’ordine di Nora, creatrice di una cucina che contiene storie, non solo pietanze di Alice Colantonio www.sottobosco.info

Eppur qualcosa si muove. Nella Bologna del “non è più la Bologna di una volta”, dove il degrado culturale si concentra, lo sanno tutti, in piazza Verdi, mutilata della programmazione estiva del Teatro Comunale e costretta a ballare in silenzio; poiché ci hanno detto di non fare più casino, di non disturbare [Francesco Guccini, Canzone di Notte N 3.], e così si cantava quando Bologna era ancora Bologna. Ebbene, Nora e Sara si muovono, con le loro due piastre a induzione, gli ingredienti tracciati e tanto, tanto coraggio.

La cosa che più mi ha colpito, lo dico subito a Nora, nello sfogliare un menù di Altra Cucina è proprio la tracciabilità:  ogni piatto è seguito dalla lista completa degli ingredienti, dal sale all’olio alle uova ecc.

Facciamo un esempio:

CRESPELLA DI FARINA INTEGRALE CON PASSATA DI PEPERONI E SALSICCIA FRESCA

Uova di galline libere az. ag. Lodi Rizzini (Mo)
Salsiccia az. Ag. Il Grifo (Re)
Sale di Cervia riserva Camillone Presidio Slow Food
Olio di Luigi, latte delle Mucche di Guglielmo

Facciamone un altro:

I pesci che mangerete questa sera sono stati pescati in modo etico, nel rispetto della sostenibilità ambientale. La grande distribuzione dimentica sempre più spesso i prodotti locali stagionali e le tecniche di pesca selettiva. Noi abbiamo scelto una direzione diversa, selezionando specie che non siano in via di estinzione e la cui pesca non impoverisca o danneggi i fondali marini. Per un consumo consapevole vi abbiamo portato alcune delle varietà di pesce di cui l’Adriatico è ricco. Abbiamo privilegiato il pesce bianco, evitando quelli canonici come sgombri e orate, ormai in via d’estinzione a causa del consumo sfrenato che se ne fa. Vogliamo ricordarci che la vita ha un suo metabolismo, un ritmo che le permette di rigenerarsi e perpetuarsi, e che l’acqua è la mediatrice di questo flusso.

 

Nora ha iniziato sei anni fa da Amerigo a Savigno (anche se stava in sala, ci tiene a precisarlo). Buon inizio. Anzi, ottimo. Ovvio che poi sia rimasta un po’ delusa dalle altre esperienze ristorative nella grassa. Qualche ricetta rubata alla nonna, un periodo formativo a Londra, e voilà, nasce l’Altra Cucina Itinerante.

Ho scoperto di amare la cucina anglosassone. È piena di contaminazioni, ricca di possibilità. A Londra ho lavorato da Brixton Market, e lì è nato lo scambio con uno chef scozzese: lui mi insegnava a fare le terrine, io i tortellini. È stato divertente. Lui ha iniziato in uno sgabuzzino con le sue piastre a induzione, e mi ha fatto capire che avrei potuto farlo anche in Italia. L’Altra Cucina è la mia rivoluzione culinaria: io devo sapere da dove viene ciascun ingrediente che utilizzo. I ristoranti che ho frequentato non sono sempre coerenti rispetto alle materie prime: si fanno tanti bei discorsi, ma poi si finisce a fare la spesa al supermercato, perché i ristoratori preferiscono mettersi dei soldi in tasca piuttosto che impegnarsi nella qualità. Così alla fine mi sono stancata e ho iniziato ad andare in giro con le mie piastre e i miei menù. Eppure a Bologna ci vuole poco: ogni giorno c’è un mercato contadino, è facilissimo trovare prodotti buonissimi.

I menù sino ad ora sono sei: Sara è entrata nel progetto a fine febbraio, arricchendo le realizzazioni in cucina e ideando i testi divertenti che tracciano gli ingredienti utilizzati.

C’è stato il menù di Mora romagnola, poi il pesce d’Aprile, il menù vegetariano, quello vegano, il menù estivo e la cena di compleanno organizzata per una ragazza, che in realtà più che un menù era un piccolo corso di cucina offerto come regalo [idea da riutilizzare alla prima occasione utile, nda]. La prima cena è stata probabilmente la più bella: l’abbiamo organizzata nell’ex laboratorio di Borsari e Sarti, c’erano quindici pianoforte che hanno suonato degli amici improvvisando… L’idea era di creare un modo carino di stare a tavola, ed è stato davvero emozionante. Mi piacerebbe mettere le persone vicine tra loro.

 

Quanto è importante per voi informare?

Tantissimo. All’inizio per raccontare la storia dei prodotti avevamo fatto una specie di dispensa universitaria: grandissima! La gente, ovviamente, la lasciava lì. Noi vorremmo spiegare in modo vero quello che stiamo facendo, altrimenti c’è il rischio di fermarsi al bio e al km 0, che è già un’idea standard. Stiamo cercando un modo per arrivare alle persone: come ad esempio fare qualcosa di grafico, un disegnino che puoi guardarti tutta la sera.

 

Progetti?

Non te li posso dire! [ride] A parte gli scherzi: sicuramente costituirci associazione, e poi andare un po’ in giro per aumentare la nostra visibilità. Mi piacerebbe fare delle cene col produttore, dove si può avere un rapporto personale e quindi creare fiducia. Poi, continuare a rompere la tradizione: ho fatto i tortellini integrali scioccando mia nonna, ma alla fine l’ho convinta. Non capisco perché sino a oggi non l’abbia fatto nessuno.

Nora e Sara sono:

http://altra-cucina.tumblr.com/

http://altracucinaitinerante.wordpress.com/2012/09/22/altra-cucina-itinerante-il-nostro-manifesto/

Http://www.facebook.com/AltraCucinaItinerante

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