Post Date : 23 maggio 2016

Branco Ottico arriva a Bologna con la performance Ritratto Positivo

esperimenti ad eventi pubblici
esperimenti ad eventi pubblici

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L’11 giugno prossimo presso BOrgo22, spazio di coworking e Digital & Social Innovation in via del Borgo di San Pietro 22 a Bologna, Branco Ottico organizza un open day proponendo la bellissima performance “Ritratto positivo” con aperitivo, a partire dalle 18.30.

Ma andiamo a conoscere meglio il “gruppo di sperimentazione fotografica” grazie a questa intervista a Davide Rossi di Branco Ottico.

Chi è Branco Ottico?
Il Branco Ottico è un gruppo di sperimentazione fotografica. Oganizziamo corsi, workshops, performances, flash mob nel campo della fotografia e lavoriamo per dare spessore al significato culturale storico dell’arte fotografica.
Caratteristica del gruppo è quella di cercare sempre di coinvolgere il pubblico, dando vita ad eventi fotografici live, nei quali si creano immagini e tecniche direttamente nel contesto.

Quando nasce?
Nasce ufficialmente nel 2015, ma è attivo da molti anni.
Dare una identità al gruppo, per riconoscerne l’impegno in ricerche e sperimentazioni molto importanti e spesso innovative, era quanto meno necessario.
Abbiamo quindi studiato la cosa e creato una struttura che potesse considerare una evoluzione verso una attività sempre più costante e professionale.

Chi sono i componenti del Branco Ottico?
Nel Branco Ottico ci sono componenti professionisti della fotografia, del web design e del video.
Il BRANCO OTTICO usufruisce di un laboratorio di stampa professionale, il Fine Art Labo, che è uno spazio di ricerca che si occupa della stampa, da quella analogica a quella digitale, dalla Fine Art, alle antiche tecniche ottocentesche.

Quali sono le performance del Branco Ottico?
Sono molte e diversificate, a partire dal GUINNESS WORLD RECORD, la stampa a contatto da negativo più grande mai realizzata, circa 24mq, passando per la smartphone Fine Art, che unisce il mondo della tecnologia digitale con la camera oscura, fino ad arrivare alle fotocamere giganti costruite interamente di materiali riciclabili, performance recente intitolata “Mystery Box“.

Quali sono i progetti?
Esportare una visione della fotografia che non abbia più etichette e che diventi interessante agli occhi di tutti. Esistono migliaia di modi per esprimersi ed è inconcepibile che tutti facciano le stesse cose con gli stessi mezzi.
Tra i nostri progetti più alti, vi è quello di portare la fotografia nelle scuole, dall’asilo alle superiori, attualmente stiamo lavorando su diversi progetti con le scuole, sia pubbliche, sia private e vorremmo aumentarne il numero.
Lavorare con i ragazzi è una cosa straordinaria e di grande valore.

Proponete anche dei corsi specifici?
Corsi molto tecnici e anche corsi di base, dallo sviluppo della pellicola secondo la tecnica del sistema zonale, alle antiche tecniche di stampa come il collodio umido, la stampa Van Dyke, la cianotipia, la stampa alla gomma.
Ma anche corsi di base e workshops sull’uso delle luci in studio ed in esterni.

Che genere di eventi organizzate?
Giornate sulla fotografia libere ed aperte a tutti, come il Cyanotype Day, dal 2011 una volta all’anno prepariamo questo evento che si basa sulla antica tecnica di stampa del cianotipo.
Tutti i partecipanti fotografano e stampano tra emulsioni e pennelli, un evento bellissimo.
Ma organizziamo anche il Collodion Party, interamente sul collodio umido e altre cose interessantissime che si possono consultare sul nostro sito: http://www.brancoottico.fineartlabo.com/

Quali sono i vostri obbiettivi?
Stiamo cercando spazi e fondi per creare progetti ed avere una sede nella quale fare rivivere il nostro modo di interpretare la fotografia, ma anche per riunire competenze e storia. Di più non si può dire, anche perché i sogni non vanno raccontati, ma vanno realizzati…

Per scoprire ancora di più sul gruppo e prima di partecipare all’evento dell’11 giugno, potete consultare il blog che Branco Ottico mantiene costantemente aggiornato con reportage foto e video che descrivono i loro eventi, ma anche raccontando storie di fotografia e parlando di tecniche o di esperimenti.

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